4. Matrice Origine/Destinazione (O/D) delle merci e delle azioni da realizzare

Confindustria Piemonte // Comitato Transpadana // Comité pour la Transalpine // IPRA

L’attività 4 si concretizza con la realizzazione di un’inchiesta presso i principali operatori di trasporto(ferroviari, stradali, gestori d’infrastrutture, trasportatori, operatori della logistica). Si tratta di individuare le pratiche degli operatori in merito al trasporto e la loro opinione sulla situazione presente e futura, di comprenderne i bisogni, le idee e le condizioni necessarie per un trasferimento modale dalla strada verso un modo di trasporto alternativo e sostenibile, tenendo conto dei diversi vincoli economici e organizzativi. Gli obiettivi principali dell'inchiesta sono:

  • identificare azioni concrete suscettibili di contribuire allo sviluppo dell’intermodalità a breve termine,
  • pervenire alla definizione di una matrice O/D delle merci nella zona interessata dai collegamenti ferroviari transfrontalieri.

Intervistando una quota rappresentativa di operatori logistici e manifatturieri, francesi e italiani, è stata svolta un’indagine finalizzata a cogliere i bisogni, le idee e le proposte riguardo alle priorità infrastrutturali, organizzative ed economiche.

Per mezzo di un questionario, validato anche mediante focus group, sono state raccolte le principali suggestioni e calibrati gli obiettivi del progetto. Identificato un totale di 171 operatori, classificati in 6 categorie in base al tipo di attività svolta, sono state elaborate le risposte, contemplando sia dati quantitativi (flussi, relazioni interessate, categorie merceologiche rappresentate, ripartizione modale, centri intermodali utilizzati, valichi ferroviari coinvolti) sia dati qualitativi, come le condizioni e le azioni suggerite.

Riguardo alle merci e ai flussi, le analisi svolte hanno permesso di individuare le principali direttrici di traffico che interessano l’area di studio, valutandone la direzione, la tipologia delle merci trasportate, la modalità di trasporto scelta, oltre al numero dei valichi ferroviari interessati dai traffici: i risultati confermano che l’intermodale combinato, come integrazione della modalità stradale con la ferrovia, è nel settore della logistica una scelta obbligata e al tempo stesso un’opportunità. Infatti, tra le risposte, una grande percentuale (46%) è rappresentata de aziende manifatturiere, che trasportano su strada, e che sarebbero disponibili a passare a modalità alternative a parità di costi e livello di servizio.

Le indagini hanno anche messo in luce la necessità di sviluppare il trasporto intermodale mediante un uso più “razionale” dei centri logistici o nodi intermodali: i risultati mostrano una forte presenza di centri logistici, ma di pochi veri nodi intermodali, confermando una dispersione sul territorio che testimonia, al contempo, un orientamento a favorire condizioni di opportunità e forse di vicinanza ai clienti, piuttosto che l’utilizzo di infrastrutture e servizi centralizzati, meglio collegati con raccordi ferroviari.

Gli aspetti critici, dunque, non mancano: scarsa qualità del servizio offerto dalle imprese ferroviarie, tempi di transito troppo lunghi, non-affidabilità dei tempi di transito, assenza di servizi di combinato e ferroutage sulle relazioni di interesse rappresentano il principale scoglio che oggi ostacola lo sviluppo dell’intermodalità. Ma le stesse criticità dimostrano ampi margini di intervento, che passano attraverso la valorizzazione degli elementi di innovazione tecnologica, infrastrutturale e organizzativa che, se perseguiti, favorirebbero lo spostamento delle scelte di trasporto dalla strada alla ferrovia.