2. Osservatorio dei trasporti transalpini

C.A.F.I.

L’attività 2 è stata costruita per raccogliere e analizzare i dati di traffico merci e passeggeri, al fine di apportare gli elementi di conoscenza sui traffici transalpini necessari ad alimentare le altre attività del progetto e a stabilire le prospettive di evoluzione dei traffici di transito e di scambio sull'arco alpino e, più nello specifico, sul perimetro franco-italiano, una dimensione che solitamente non è presa in considerazione dagli osservatori nazionali.

Inoltre, l'obiettivo è quello di rispondere all'esigenza di mettere insieme diversi dispositivi di osservazione (ciascuno con il suo campo di competenze e con i suoi criteri di osservazione) per ottenere una lettura dei flussi sull'ambito territoriale della frontiera e fornire una continuità all'osservazione da parte delle Regioni, delle Province e dei Dipartimenti, attraverso la costituzione di un Osservatorio unificato franco-italiano capace di durare nel tempo.

 

L’Osservatorio dei trasporti raccoglie e studia i dati di traffico che attraversano la frontiera franco-italiana: se l’attività di osservazione riguarda prioritariamente il traffico merci, anche i flussi viaggiatori sono oggetto di analisi specifiche, per costruire progressivamente una politica dei trasporti collettivi efficace lungo la frontiera franco-italiana. L’Osservatorio elabora informazioni sul traffico transalpino, di transito e di scambio: partendo da diversi dispositivi di osservazione, ciascuno con il proprio campo di azione e i propri criteri di analisi, l’Osservatorio fornisce una visione complessiva della mobilità nella regione alpina franco-italiana. I punti di forza dell’Osservatorio si fondano su: un approccio transfrontaliero, l’aggiornamento trimestrale dei dati, l’analisi di fonti diverse per lo stesso dato, il confronto con gli istituti di statistica nazionali ed europei, l’integrazione nell’analisi dei modi di trasporto aereo e marittimo.

 

La metodologia

La raccolta e analisi dei dati sui flussi transfrontalieri è articolata su due livelli: l’arco alpino nel suo insieme, con particolare riferimento al cosiddetto Segmento B, che va dal valico di Ventimiglia a quello di Tarvisio, e le Alpi franco-italiane. Per quanto riguarda le Alpi franco-italiane, l’Osservatorio tiene conto di tutti i modi di trasporto e analizza il flusso merci e passeggeri attraverso la frontiera, con particolare riferimento ai valichi e ai tunnel di maggiore interesse tra quelli a pedaggio o a libera circolazione. La metodologia scelta è quella della raccolta dei dati di traffico direttamente presso le strutture emittenti, dai due lati della frontiera: società concessionarie dei tunnel e delle autostrade, direzioni dipartimentali delle infrastrutture, conseils généraux, enti locali e ANAS, società che organizzano i trasporti ferroviari, gestori di aeroporti e porti marittimi. Questi dati consentono un’analisi dei traffici sull’insieme dei punti di frontiera franco-italiani.

I rilevamenti di traffico sulle strade transfrontaliere di valico senza pedaggio sono stati ottenuti grazie alla collaborazione degli enti locali, italiani e francesi, e del gestore nazionale italiano delle strade. Per una corretta comprensione dei dati, alcune riflessioni sono state fatte sul posizionamento di telecamere e spire, sulle normative, i divieti e la stagionalità.

Un confronto interessante è tra i numeri dei principali passaggi stradali a pagamento, i tunnel del Monte Bianco e del Frejus e il valico di Ventimiglia, con una base dati storica ormai più che venticinquennale. Il primo trimestre 2013 conferma una tendenza al ribasso.

Di particolare interesse è la disponibilità dei dati sulla suddivisione dei mezzi pesanti per classe di emissione inquinante (le cosiddette classi Euro n). Il confronto sugli ultimi anni ha evidenziato una netta propensione all’aggiornamento del parco mezzi, supportata di certo anche da una politica di incentivi mirati verso l’autotrasporto.

L’analisi del traffico ferroviario, ha permesso di comporre un quadro per certi versi inedito: il dato viene restituito in forma aggregata, ma fornisce comunque lo spunto per riflessioni di sistema, a partire per esempio dalla scarsa propensione italiana alla diversione modale da gomma a ferro, per arrivare alla definizione della merceologia maggiormente trasportata: cereali, automotive, acciaio, chimico, legname. Nel 2012 sono state 4,4 Mln le tonnellate di merce trasportate attraverso il tunnel ferroviario del Frejus e circa 0,5 Mln quelle dal valico di Ventimiglia.